Il Tae Kwon Do

Che Cos’è il Tae Kwon Do

Il taekwondo (태권도) è un’arte marziale coreana e uno sport da combattimento (nonché sport nazionale in Corea del Sud) basato principalmente sull’uso di tecniche di calcio, nonché l’arte marziale che conta il maggior numero di praticanti in tutto il mondo. Combina tecniche di combattimento volte alla difesa personale, alla pratica agonistica soprattutto come sport olimpico, ma anche come esercizio ed in alcuni casi filosofia e meditazione. Nel 1989, è divenuto l’arte marziale più popolare al mondo in termini di praticanti.

Darne una definizione non è certo una cosa facile, perché il Tae Kwon Do non è soltanto un eccellente metodo di autodifesa basato sull’uso di pugni e calci, non è un semplice sport, un training mentale o una ricerca filosofica; ciò che va maggiormente tenuto in considerazione è lo spirito che condiziona profondamente ogni aspetto della vita del praticante, sia esso un giovane allievo o un esperto maestro.

La traduzione letterale dell’espressione coreana “Tae Kwon Do” è l’arte di calciare in volo e di colpire di pugno; “Tae” infatti significa calciare in volo, “Kwon” sta per pugno e l’ideogramma “Do” vuol dire Arte, disciplina (o anche via, cammino).  Questa, tuttavia, è una traduzione approssimativa poiché il significato coreano del termine “Do” comprende anche un concetto natural-filosofico-comportamentale che implica uno stile di vita volto alla conoscenza approfondita di se stessi.
In pratica, attraverso un duro allenamento fisico, ogni praticante deve cercare in se stesso la forza di migliorarsi fisicamente, mentalmente e spiritualmente.

Il Tae Kwon Do ha iniziato a diffondersi ufficialmente in Italia in seguito alla dimostrazione effettuata al Palaeur a Roma nel 1966 dai maestri Park Sun Jae (presidente della FITA) e Park Young Ghil . Dal 1969 in Puglia, grazie al maestro Roberto Baglivo di Mesagne e tecnico del campione olimpico Carlo Molfetta.

Da quella data storica quest’arte marziale coreana ha percorso molta strada. Attualmente la FITA (“Federazione Italiana Tae Kwon Do”), può contare su oltre 450 Società sportive, con più di 25.000 tesserati e la Puglia è una delle prime Regioni d’Italia per risultati agonistici sportivi.

Preparazione fisica

Qualsiasi atleta esperto conosce l’utilità di preparare il proprio corpo all’attività fisica che dovrà affrontare. Questo è valido ovviamente anche per il Tae Kwon Do e, data la natura particolare di quest’arte, è importantissimo, se non fondamentale, prepararsi in maniera opportuna prima di praticarlo.

Ciò non significa però che la pratica del Tae Kwon Do sia indicata solo a chi si trova in perfette condizioni fisiche. Molti neofiti cominciano l’attività marziale a un’età già avanzata e, malgrado questo, possono diventare degli eccellenti praticanti.

Non bisogna dimenticare però che anche per gli esperti di Tae Kwon Do, prima dell’allenamento specifico, è indispensabile sia la fase di riscaldamento sia lo stretching (per l’atleta agonista poi diventano indispensabili le sedute di allenamento per lo sviluppo della forza rapida e della forza esplosiva).
Al termine degli esercizi il corpo avrà raggiunto la giusta flessibilità e una robustezza tale da permettergli di iniziare la pratica senza eccessivi timori. E’ molto importante mobilizzare correttamente l’area pelvica, con particolare riguardo all’articolazione coxo-femorale e alle gambe, poiché la flessibilità di questi distretti corporei permettono di eseguire al meglio la vasta gamma di tecniche che caratterizzano il Tae Kwon Do.

In fine, particolare attenzione deve essere posta al sistema con cui viene fatto lo stretching che in genere prevede una prima fase detta facile ed una seconda detta di sviluppo, muovendosi lentamente e senza strappi, in modo da evitare danni provocati da una tensione tendineo-muscolare eccessiva.

Tutte le tecniche del Tae Kwon Do si riassumono in una di queste tre categorie:

  • posizioni
  • parate
  • attacchi

L’approccio al Tae Kwon Do è diretto e semplice, e la sua vera forza deriva dalla sua apparente semplicità.

A differenza di altri sistemi di lotta similari, dove vengono insegnate complesse manovre da eseguire in particolari situazioni difensive, il Tae Kwon Do stimola nei suoi praticanti le reazioni spontanee ed istintive, e le tecniche stesse sono adatte per applicazioni pratiche estremamente efficaci.

Le parate sono eseguite in modo tale da poter proteggere con successo determinate zone corporee e le tecniche di braccia e di gambe possono colpire indifferentemente in tutte le direzioni.
Difatti, se un praticante di Tae Kwon Do dovesse subire un attacco al volto, potrebbe disporre di una vasta scelta di possibilità difensive e di contrattacchi estremamente efficaci, mentre molte altre arti marziali utilizzano tecniche elaborate e poco realistiche per contrastare ed opporsi a determinati tipi di attacchi.
Il rischio più grande insito di questo approccio marziale è quello di male interpretare le modalità dell’attacco, soprattutto se questo viene portato in maniera poco ortodossa, fornendo di conseguenza una difesa poco potente. Il Tae Kwon Do evita questo pericolo, insegnando tecniche di validità generale e sempre efficaci, lasciando le applicazioni elaborate all’intuizione del praticante nel momento in cui se ne presenta l’occasione.

Le cinture del taekwondo

In una disciplina marziale come il taekwondo sono presenti dei gradi, rappresentati dal colore della cintura che si indossa. Il colore delle cinture è associato a vari significati legati alla crescita dell’allievo nel taekwondo: dalla purezza dell’ingenuità alla cosciente impenetrabilità alla paura.

  • Bianca (10º kup): non propriamente considerata come grado, in quanto tutti coloro che iniziano a praticare il taekwondo sono cinture bianche. Rappresenta la base dalla quale partire e la volontà di apprendere.
  • Bianco-gialla(9º kup): rappresenta l’ingenuità dell’allievo verso quest’arte.
  • Gialla (8º kup): rappresenta la terra, dove la pianta (l’allievo) mette le sue radici.
  • Giallo-verde (7º kup): grado intermedio tra la cintura gialla e la cintura verde.
  • Verde (6º kup): la pianta inizia a germogliare. L’arte comincia a svilupparsi nell’allievo, che ha imparato alcune tecniche.
  • Verde-blu (5º kup): grado intermedio tra la cintura verde e la cintura blu.
  • Blu (4º kup): la pianta ormai è cresciuta ed è rivolta verso il cielo, simbolo della cintura. Il taekwondo, per l’allievo, diventa qualcosa di importante ed egli vi progredisce.
  • Blu-rossa(3º kup): grado intermedio tra la cintura blu e la cintura rossa.
  • Rossa (2º kup): rappresenta il tramonto di una giornata, per l’allievo la fine di un tipo di allenamento. La cintura rossa è anche un segnale di pericolo: le tecniche possono diventare pericolose, è indispensabile l’autocontrollo.
  • Rosso-nera (1º kup): grado intermedio tra la cintura rossa e la cintura Nera. Generalmente il periodo in cui tale grado viene indossato è più lungo rispetto alle precedenti cinture colorate. Ciò permette la necessaria maturazione mentale e tecnica per poter sostenere l’esame di passaggio alla cintura Nera.
  • Nera (1º dan e successivi): rappresenta la notte. Per l’allievo inizia un nuovo metodo di allenamento sia fisico che mentale. Questo grado rappresenta anche l’impenetrabilità alla paura, alle tentazioni e al male. Il colore nero racchiude tutti i colori delle cinture precedenti. Un nuovo punto di inizio. I dan sono 10, ma la difficoltà di ottenere un dan aumenta considerevolmente con l’avanzare del grado. Infatti, mentre fino al 4º dan ci si arriva sostenendo vari esami di passaggio, dal 5º in poi ci si può arrivare “per meriti conseguiti”. L’ultimo dan, estremamente difficile da ottenere, è la fine del lungo tragitto dell’atleta che ora ha compiuto la massima saggezza nel campo del taekwondo.
  • Poom (1º – 2º – 3º): È un grado che si ottiene se, pur avendo sostenuto gli esami per conseguire la cintura nera (1º – 2º – 3º dan), non si ha l’età necessaria ad indossare il relativo grado. Per il 1º dan è necessario avere 14 anni, 16 anni per il 2º dan e 18 anni per il 3º dan. La soglia minima d’età è istituita in quanto per poter indossare la cintura nera e i successivi gradi è necessaria una maturità mentale e spirituale, oltre che tecnico-fisica. Una volta raggiunta l’età necessaria, il Poom si converte automaticamente al corrispondente dan, diventando così una cintura nera a tutti gli effetti.
Cintura Grado Immagine Cintura Grado Immagine
Bianca 10º kup Blu kup
Bianco-gialla kup Blu-rossa kup
Gialla kup Rossa kup
Giallo-verde kup Rosso-nera kup
Verde kup Nera 1º poom poom
Verde-blu kup Nera 1º dan dan

Viene spesso fatta una netta distinzione tra le cosiddette cinture colorate, cioè tutte le cinture precedenti la nera e cinture nere, a prescindere dal dan. Ciò è dovuto sia alla differenza di esperienza e maturità esistente e sia per il diverso modo di conseguire la cintura: dal 1º dan in poi, infatti, non si ottiene più la cintura mediante esami sociali (cioè fatti all’interno della propria società), bensì di fronte ad una commissione esterna su base regionale (per i primi 3 dan) o nazionale (per i dan superiori al 3º). La successione dei colori delle cinture e relativi significati sono identici nei due stili, WTF e ITF. L’unica differenza sta nel tipo di cintura utilizzato nei due stili per i gradi intermedi. Nella ITF, i gradi intermedi vengono identificati tramite l’utilizzo di una striscia del colore corrispondente al grado superiore applicata sull’estremità sinistra, rispetto a chi indossa la cintura; la striscia è alta circa 1 cm e ricopre da lato a lato la parte più stretta della cintura ad un’altezza di circa 8–10 cm dall’estremità della cintura. Nello stile WTF, la cintura dei gradi intermedi è divisa cromaticamente in due campi, per tutta la lunghezza della cintura, uno del colore del grado inferiore e una del colore del grado superiore. Fa eccezione la cintura Rosso-Nera per la quale si utilizza un sistema identico a quello dell’altro stile per non confonderla con il grado Poom, che invece utilizza il sistema del doppio colore come per gli altri gradi intermedi. Spesso comunque, il sistema dello stile ITF, più tradizionale (e meno commerciale, in quanto non costringe all’acquisto di una cintura nuova dopo ogni esame), viene adottato anche nel taekwondo WTF. Per quanto riguarda la cintura Nera, sulla cintura stessa vengono apposte delle tacchette bianche o dorate, per distinguere i vari dan. Il numero di tacchette da apporre è uguale al dan del proprio grado (per esempio, un allievo 2º dan, avrà una cintura nera con due tacchette). Per il 1º dan, solitamente non si appongono tacchette. Lo stesso sistema è usato per distinguere il grado degli allievi Poom.